venerdì 11 novembre 2011

#2eurox10leggi

Arrivo un po' tardi a scrivere la mia sull'iniziativa #2eurox10leggi. Per conoscere i dettagli, cliccate su questo link. Io riassumo in breve: ci sono alcuni italiani che quando hanno qualcosa di veramente, ma veramente urgente o importante da dire, si comprano uno spazio pubblicitario su una pagina di un quotidiano nazionale e scrivono. E così centinaia di migliaia di cittadini quel giorno leggeranno qualcosa di veramente importante o urgente. E magari faranno delle considerazioni. O quantomeno un passaparola. Oggi, quel qualcuno che ha qualcosa da dire è un gruppo di donne organizzate sul web che si sono dette: "Perché non ci compriamo anche noi questa benedetta pagina sul Corriere e non facciamo una proposta concreta? Perché non mettiamo nero su bianco le 10 migliori leggi che potrebbero rendere più civile un Paese così da non dover più parlare di 'pari opportunità'?"
E qualcuna ha detto: "Già. Perché non lo facciamo?"
E qualcuna ha risposto: "Perché una pagina sul Corriere cosa più di diecimila euro".
E le donne, note per non riuscire a trattenere la loro stupida emotività, si sono messe tutte a piangere.
Però poi, siccome le donne a un certo punto smettono anche di piangere, e poi ci pensano su, e poi ci lavorano, e poi si mettono d'accordo, e poi ne parlano (sì, chiacchierano, e allora?), alla fine è nata questa iniziativa: una raccolta fondi per raggiungere il budget necessario all'obiettivo.
E oggi c'è questo blogging day, a cui partecipano numerose donne online, che - leggevo prima - hanno raggiunto già una buona copertura mediatica.
E poi ci sono io, che però arrivo qualche ora tardi, perché dovevo recuperare i bambini all'asilo (che chiude alle 16) e poi fare la spesa, e poi magari mandare qualche e-mail di lavoro che era rimasta in attesa. Tutti problemi di cui gran parte della società non sembra accorgersi. Tutti problemi che magari, con qualche legge in più o con una mentalità diversa, io non avrei. Per esempio, se solo quell'asilo non chiudesse a quell'ora...Ma non mi dilungherò su questo.
Mi rammarico soltanto che oggi il grosso dell'attenzione è cannibalizzato dalla crisi di governo, e dalla crisi economica e internazionale. Un gran peccato, in effetti. Ma questo mi dà anche l'occasione per dire delle cose molto, molto cattive.
O voi che avete sempre ritenuto inutile impegnarvi per l'equa partecipazione femminile nelle aziende, in politica, a tutti i livelli di responsabilità, o voi che avete sempre ritenuto questo un "problema secondario" e comunque non una priorità, o voi che "tutto sommato le donne è giusto che stiano a casa, altrimenti coi figli chi ci sta?", o voi che "una donna non è in grado di fare la dirigente perché non sa farsi valere", o voi che ai colloqui di lavoro "ma lei ha intenzione di avere figli?", o voi che "se sei racchia devi restare a casa", o voi che "se sei vecchia devi restare a casa", o voi che "ci sono già abbastanza problemi da risolvere, ci manca solo questo delle pari opportunità". O voi tutti, andate a quel paese. Perché, vi chiedo, voi cosa siete stati in grado di fare finora? Chi ci ha condotti fino a questo punto di rovina globale? Adesso, vi prendete tutta la responsabilità di questa crisi economica, politica, diplomatica. Perché è colpa vostra. Io non c'entro. Io non c'ero. Facevo la donna. Mi sbattevo in giro per portare e andare a prendere i bambini in asilo, per organizzarmi coi tempi, col lavoro e con clienti che comunque chiedevano di parlare col socio maschio. Le donne non c'entrano con questa crisi. Non hanno deciso niente. Non ricoprono nessun incarico di potere. L'unica è la Marcegaglia che si svena da mesi implorando delle riforme più decise, ma non se la fila nessuno. Cari uomini, adesso che ci avete ridotti tutti così (donne comprese), adesso che è andato tutto irrimediabilmente in malora, adesso che tutto il mondo vi guarda con gli occhi sgranati, diteci, dall'alto della vostra bravura, quali sono le priorità? Quali sono le scelte decise da fare? Da che parte dobbiamo muoverci per migliorare le cose? Sarebbe carino che adesso venissero proprio chiamate le donne, per ricostruire tutti insieme quello che si è rotto. Sarebbe proprio carino. Ma mi sa che ancora non è il momento. Quando sarà, fateci un fischio. Intanto, arrangiatevi.

venerdì 4 novembre 2011

Tanti auguri a Monica Vitti

Posto già con la data del 4, ma in realtà mi sento ancora nel 3. E presto saranno le 3. E io sono ancora qua. Uccidetemi.
Però ci tengo al 3, perché è il compleanno della mia attrice preferita, che oggi, il 3 novembre, compie 80 anni. E allora la celebro così, con uno spezzone di un film rappresentativo per questo blog: Noi donne siamo fatte così.
E vado a letto.

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